Silverstone, Qualifiche: Porsche inarrestabili
Doppietta di Weissach, con Webber in spolvero. Ma attenzione alle Audi
Alla fine è stato trionfo, seppur parziale perché in una gara di 6 Ore la pole position conta fino a un certo punto. Ma quello che le due Porsche 919 Hybrid hanno messo in mostra nel momento decisivo di questa vigilia della prima corsa del WEC ha lasciato di stucco tutti quanti. È stata la semplicità con la quale Mark Webber è riuscito a infrangere nel suo giro lanciato la barriera del minuto e quaranta e il ritmo successivo tenuto dal suo compagno Hartley che hanno stupito.
Ed è stata anche la forma mostrata dal duo Dumas, autore della migliore prestazione della vettura numero 18, e Jani a lasciare sbigottiti tutti quanti. Sul fronte prestazionale, quindi, la Porsche ha confermato ciò che aveva messo in evidenza nel prologo del Ricard: è al momento la vettura più veloce. Non solo perché può contare sul vantaggio degli 8 megajoule, che le servono soprattutto nell'accelerazione e nell'accumulo di energia; è il telaio che sta rispondendo bene, soprattutto quando si tratta dei cambi di direzione ad altissima velocità, come nel caso delle Becketts di Silverstone.
Ma attenzione il livello del WEC edizione 2015 è altissimo: dietro le due Porsche, e ben al di sotto del primato della pista inglese, Audi e Toyota non scherzano. Tra le due la sorpresa viene dalle R18 e Tron Quattro. Rispetto all'anno passato hanno ricevuto un pieno di energia, cambiando classe, ma anche nel caso della vettura di Ingolstadt è tutto il complesso vettura-motore-sistema ibrido che sembra funzionare.
Il distacco dalle Porsche è minino, lo dimostrano il tempo di Di Grassi a poco più di un decimo da Webber, e il ritmo di gara, confermato dai tre turni di libere, è eccellente. Più in difficoltà la Toyota che ha trovato la prestazione velocistica con il solo Nakajima e, parzialmente, con Davidson mentre Sarrazin e Conway sono rimasti lontano.
Come prova d'assieme, quindi, la Porsche ha mostrato ciò che può fare. Il dilemma, ora, riguarda l'affidabilità della vettura in assetto corsa e soprattutto le condizioni meteo di una gara che potrebbe alternare asfalto asciutto a quello bagnato. E in quel caso l'Audi, lo ha dimostrato in mattinata, potrebbe godere di un piccolo vantaggio.
Nelle altre categorie c'è stata la conferma della G-Drive tra le LMP2 che ha piazzato le proprie Ligier ai primi due posti davanti all'Oreca e alla soprendente Alpine che per lunghi tratti è stata al comando delle qualifiche. Poca storia, invece, tra le GT.
Nella LM GTE PRO l'Aston Martin si è permessa addirittura il tris con Thiim e Sorensen in pole con molta facilità e sotto la barriera dei due minuti. Porsche e Ferrari non sono distanti ma, come avevamo già scritto, sulla prestazione pura non godono dei vantaggi aerodinamici che il regolamento attribuisce alla vettura britannica.
Scontata anche la pole di Pedro Lamy e Paul Dalla Lana tra le LM GTE AM, con Ruberti secondo con la sua Corvette e felice di una prestazione che lo proietta tra i grandi favoriti.
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